Sono dispositivi elettromedicali e permettono di fare a domicilio terapie e massaggi che, fino a poco tempo fa, erano effettuati solo presso centri fisioterapici. Bisogna però osservare qualche accortezza
Pubblicato sulla rivista Intimità - Marzo 2026
A cura di Barbara Pedron
Dallo studio del fisioterapista alle nostre case il passo è breve e le terapie a domicilio con i dispositivi elettromedicali lo stanno compiendo sempre più velocemente. Dalla TENS per alleviare dolore e tensioni cervicali agli elettrostimolatori per tonificare i muscoli e contrastare il gonfiore, fino alla pressoterapia, gli apparecchi per uso domestico hanno sempre più successo.
Non stupisce: sono pratici, semplici da utilizzare, compatti e permettono di intervenire su piccoli disturbi quotidiani (mal di schiena, contratture, indolenzimenti, gambe stanche) senza dover ricorrere ogni volta dal massaggiatore. Non lo sostituiscono, certo, però possono migliorare la qualità della nostra vita.
Esistono diverse tecnologie elettromedicali utilizzabili a casa - dice Nicola Perrino, presidente della Federazione Italiana degli Operatori in Tecniche Ortopediche FIOTO, docente universitario, direttore tecnico del Centro Ortopedico Rinascita di Cinisello Balsamo - usati in modo corretto e sotto consiglio di un professionista sono un supporto valido e sicuro per il trattamento dei dolori, integrando un eventuale intervento di riabilitazione.

TERAPIE a DOMICILIO: conosciamole meglio.
Magnetoterapia bassa frequenza
Utilizza campi magnetici pulsati per stimolare la rigenerazione dei tessuti, ridurre le infiammazioni e alleviare il dolore. Indicata in caso di artrosi, tendiniti, fratture, contratture, dolori cronici, ma anche per chi presenta edema ossei e lesioni delle cartilagini.
Elettrostimolazione
Può essere di due tipi: la TENS, che agisce a livello nervoso per ridurre il dolore acuto cronico e le EMS, che stimola la contrazione muscolare per prevenire le atrofie o facilitare il recupero dopo traumi.
Ultrasuoni e bassa intensità
Sono utili contro i dolori articolari localizzati, tendiniti e contratture muscolari, con effetto antinfiammatorio e rilassante.
Pressoterapia
Anche questo dispositivo è efficace nei pazienti coi dolori muscolari e articolari: attraverso la sequenza di gonfiaggi e sgonfiaggi di camere pneumatiche, favorisce il drenaggio linfatico e il ritorno venoso, riducendo l'accumulo di liquidi, l'infiammazione e la sensazione di pesantezza agli arti, alleviando tensioni muscolari e articolari, migliorando l'ossigenazione dei tessuti favorendo il rilassamento e riducendo il dolore.
Istruzioni per l'uso
La maggior parte degli apparecchi elettromedicali da casa è di facile utilizzo, però occorre una formazione adeguata. Ogni dispositivo, infatti, lavora con parametri fisiologici precisi e la corretta impostazione del protocollo terapeutico è essenziale per ottenere risultati in sicurezza.
Il paziente deve ricevere una regolare spiegazione chiara e non frettolosa da parte di operatore sanitario qualificati su come posizionare gli applicatori, quali parametri selezionare frequenza e durata dei trattamenti.
In molti casi l'efficacia dipende più dalla corretta applicazione del dispositivo che dal dispositivo in sé. Ancora prima, è fondamentale la diagnosi. Non c'è un apparecchio che va bene per tutto. Capita di incontrare pazienti insoddisfatti: quasi sempre perché non era stato fornito loro un supporto professionale, né definiti obiettivi e indicazioni terapeutiche. Ecco perché è importante rivolgersi a strutture qualificate, con una sede fisica e personale sanitario identificabile e disponibile nel tempo per eventuali adattamenti del protocollo o chiarimenti” - avverte il dott. Perrino.
In rispetto delle indicazioni mediche ricevute, quali sono i dispositivi più facili ed efficaci da utilizzare?
Risponde il dott. Perrino: quelli che offrono un buon compromesso tra efficacia, semplicità d'uso e accessibilità economica sono la magnetoterapia e i sistemi TENS per il trattamento del dolore. Ma, ribadisco, non esiste un dispositivo valido per tutto e per tutti: una tendinite, un dolore lombare, una rigidità articolare, una frattura in via di guarigione, richiedono impostazioni diverse, talvolta anche dispositivi diversi.
Meglio non comprare su consiglio di conoscenti o Social. Non si tratta di gadget! e proprio perché funzionano, usati in modo errato possono rivelarsi inutili o addirittura rallentare il percorso di recupero. Il dolore spesso è la punta dell'iceberg: ogni trattamento dovrebbe essere sempre discusso dal tecnico ortopedico con il medico che seegue il paziente. Non solo: i centri specializzati, spesso permettono di noleggiare il dispositivo per un breve periodo, così da consentire al paziente di valutarne l'efficacia e il costo viene detratto dal prezzo, in caso d’acquisto. Trattandosi di dispositivi medici certificati, le spese sono anche detraibili nella dichiarazione dei redditi”.
Lo specialista sottolinea anche come in generale, non ci siano controindicazioni all'uso del dispositivo elettromedicali - ma occorre sempre prima una valutazione medica, soprattutto in presenza di pacemaker o altri dispositivi elettronici, ma anche durante la gravidanza, in caso di epilessia non controllata, infezione acuta, febbre elevata, tumore in fase attiva, condizioni cliniche non ancora diagnosticate” dettaglia Perrino.
Per quanto tempo?
- Gli apparecchi elettromedicali funzionano meglio se utilizzati per tempi e prolungati - riprende il dott. Perrino - per questo il trattamento domiciliare è molto efficace: consente sedute più lunghe nel massimo confort, senza doversi spostare.
La costanza è dunque la chiave. In generale, i trattamenti vanno eseguiti quotidianamente per almeno 30 giorni consecutivi e, in alcuni casi, anche più volte al giorno. Per esempio, la magnetoterapia è adatta all'uso notturno con applicazioni che possono durare 6-8 ore senza disturbare il sonno.
La TENS, invece, viene di solito applicata per 30-60 minuti al giorno, suddivisi eventualmente in due sedute.
- Ogni dispositivo, programma e durata vanno personalizzati in base alle condizione del paziente: fase acuta, sub-acuta, cronica e così gli obiettivi come: riduzione del dolore, decontrazione muscolare, recupero drenaggio” aggiunge l'esperto.
Inoltre, è spesso consigliabile integrare l'uso del dispositivo con altre terapie per ottenere risultati duraturi… - per esempio, fisioterapia per il rinforzo muscolare; plantare su misura in caso di metatarsalgia o fascite plantare; ginocchiere per dolore al ginocchio; ortesi per gambe o braccia; interventi su dieta e stile di vita se infiammazione dolore sono aggravati da sovrappeso o sedentarietà. Il confronto tra medico, tecnico ortopedico e fisioterapista è la chiave per un percorso efficace, concentrato sul paziente e non solo sul sintomo - conclude il dott. Perrino.